giuseppecolonna.com
6 Mag
Nicola è morto, morto per colpa di un gruppo di deficienti che meritano di passare i prossimi 30 anni in carcere (ma già sappiamo che non sarà così).
Morto per l’aridità culturale e sociale che contraddistingue larga parte dei ragazzi. Sono spariti i “contenitori sociali”: i partiti, le associazioni cattoliche sono sempre più vuote, sempre meno frequentate.
Si riempiono le strade e le curve degli stadi italiani, valvola di sfogo per piccoli delinquenti in erba.
Si cercherà di strumentalizzare anche questa tragedia, lo si sta già facendo.
Sarà un modo come un altro per continuare a calpestare la memoria di Nicola Tommasoli.
RIP
20 Responses for "Povertà "
A proposito di strumentalizzazione, l’uscita di Fini è davvero inqualificabile. Dimostra di non capire dove stanno le radici della violenza. E dire dei neofascisti di Verona che si tratta di quattro balordi, significa davvero una minimizzazione dell’episodio indegna del ruolo che risveste.
Fra “non capire” e “non essere d’accordo”, resta sempre quel labile confine della presunzione.
Di chi caro Franko?
Un merito a chi mi dimostrerà che l’omicidio di Verona ha un movente politico
vogliamo negare l’evidenza giusè? Vabbè, basta, non commento più. Penso lo abbiano fatto abbondantemente i veronesi stessi sul mio blog.
Negazionismo puro e FINIANO.
Il movente politico sta nella violenza in sè. Il seme della violenza è tipico delle fazioni fasciste e naziste che da tempo albergano in alcuni settori giovanili.
Da costoro, la violenza è scelta non solo come metodo di lotta politica ma anche come modo di rapportarsi agli altri, soprattutto nei confronti dei “diversi da sè” e dei più deboli. In questo senso, si tratta di una modalità “politica” di vedere il mondo, visto appunto attraverso la logica della sopraffazione.
Ecco perchè l’omicidio di Verona ha connotati profondamente politici pur non essendo stato originato direttamente da uno scontro tra fazioni avverse. E quei connotati sono massimamente inquietanti e allarmanti.
Non voler capire questo significa scambiare giovani imbevuti di dottrine razziste, violente e totalitarie per quattro balordi da sabato sera.
Così non è. E chi come Fini insiste nell’affermarlo si assume grosse responsabilità pubbliche, anche in ragione della carica ricoperta.
Frisbee permettimi di non essere d’accordo. Evidentemente qui si scambia il disagio sociale (che porta ad “aderire” ad ideali e comportamenti estremistici) con l’adesione convinta, organizzata e strutturata ad organizzazioni neonaziste.
Nel caso di Verona il movente politico è del tutto assente.Esiste la violenza, ed è su quella che si deve intervenire in maniera decisa.
A Bari succede che un gruppo di balordi tiene in ostaggio 2 ragazzini per un bottino di 16 €, a Verona ci è scappato il morto: sono campanelli d’allarme che vanno bloccati quanto prima.
Giuseppe, il fatto che non siano iscritti al Veneto Fronte Skinheads, non giustifica il fatto che “non siano politicizzati” (anche perchè le loro simpatie politiche erano già note alle forze dell’ordine). Le azioni politiche non è che debbano venire da persone iscritte a partiti o associazioni. A questo punto dovremmo dire che le azioni dei centri sociali non sono politiche visto che rappresentano una galassia extraparlamentare non iscritta a nessun partito? Assolutamente no! I centri sociali, pur essendo molto critici con i partiti di Sinistra, fanno comunque riferimento a quest’area e non me la sento di fare lo struzzo nascondendo l’evidenza. Certo, spesso e volentieri nemmeno io condivido l’intolleranza dei centri sociali, ma vi chiedo di fare altrettanto verso chi, anche se non iscritto a nessun partito-associazione, si riconosce in una particolare ideologia e 4 di quei 5 ragazzi, sono riconducibili all’ideologia neo-fascista.
La riprova di questo tentativo di minimizzazioneè venuta ancora una volta ieri, a Primo Piano, da parte di Alfredo Mantovano (senatore di AN-Popolo della Libertà , guardacaso) che continuava a sminuire il fatto politico e continuava a parlare a casaccio (evitando lo specifico) di assenza di valori (generico) cristiani ecc.. (mi risulta che i neo-fascisti si dichiarino iper-cristiani).
L’intervista poi al presidente del Veneto Fronte Skinheads è agghiacciante. Frasi come “nessuna pietà ”, razza pura, pestaggi, cacciamo l’immigrato contro il piano di imbastardimento della società saluti nazisti e fascisti ecc…e parlavano di “pestaggio come difesa dal marocchino di turno” (ma perfavore…).
Mantovano, davanti alle parole di questo esaltato, ha assunto l’atteggiamento della “pasta con le patate”….
La riprova del fatto che in AN, in fondo, qualcuno pensa che le bandiere bruciate siano molto più gravi di un omicidio la si vede sia dal fatto che tutti si siano chiusi a riccio sull’argomento e dal fatto che nella Molablogosfera, gli amici di AN tacciono sull’argomento.
Di questo sono molto deluso, perchè poi, se l’avesse fatto uno dei centri sociali, sarebbe scoppiato il finimondo, avrebbero parlato del ritorno della LIBERTA’ in termini esaltanti ecc…
Questo silenzio lo trovo veramente fastidioso ed è un segnale che secondo me, in Italia, molti fascisti si sono travestiti da apparenti democratici per arrivare al potere. Fini è stato fascista nelle dichiarazioni, e chi non ha il coraggio di criticare certe scemenze, si pone sullo stesso piano del neo-presidente della Camera.
…da un certo punto di vista condivido Giuseppe. Non strumentalizzare. Però ha ragione Frisbee, non bisogna chiudere gli occhi (e tantomeno dire che Torino è più grave di Verona). Perchè è come le morti_bianche. Non bisogna strumentalizzare, ma il problema esiste. La necessità di una regolamentazione è evidente. Così per Verona, non strumentalizziamo, ma che ci sia una Emergenza democratica dovuta ad una vera e propria “caccia” al diverso… è evidente! Non bisogna voltarsi dall’altra parte.
Risponderò con calma.Dico solo la mia su Fini.Ha sbagliato a paragonare due situazioni diverse ma la sua disamina sulla tragedia di Verona mi vede completamente d’accordo.
Se scrivo di essere d’accordo con Fini, divento un fascista.
Se scrivo di essere in disaccordo, sono un democratico.
Il mio modo di pormi nei confronti della società e nei valori fondanti della democrazia dipende da un sono/non sono.
Un sottile confine separa l’essere totalitarista dall’essere rispettoso della libertà .
Nel 2008 mi si chiede con forza di esprimere se sono o meno fascista. E’ accaduto qualche giorno fa con “Io” ed ho passato la prova; ora c’è un’altra prova per me: devo prendere le distanze da Fini. In futuro, forse, ce ne saranno ancora. L’esame ed il giudizio non finiranno mai.
Non basta il mio modo di pormi nei confronti della società e degli amici (di Mimmo, di NicoR, di Alessandro, di Giuseppe, di Franko, di Francesco, di FF, di Don, di Annì e di tanti altri ancora) per dimostrare il mio attaccamento alla vita democratica: sono sempre sotto giudizio in quanto militante di An.
Mi si chiede con forza, con arroganza e con violenza verbale, di dire il mio pensiero, di mostrare il mio disappunto, altrimenti la penso come Fini.
Io mi sottrago dan questo viscido e vergognoso gioco, non rispettoso della mia e della nostra dignità .
E come ho detto altre volte, rispondo solo ai miei genitori e a Dio, non certo a chi con la violenza verbale vuole imporre la libertà e la democrazia.
Mi dispiace ma resto della mia idea: qui il movente politico è del tutto assente. I 5 ballordi non hanno ucciso il ragazzo perchè era un “comunista, ebreo, checca ed handicappato”, l’hanno ucciso per una sigaretta…
Per questo motivo continuo ad appoggiare la tesi di Gianfranco Fini.
Il motivo di riflessione deve essere dato dal perchè parecchi giovani aderiscono (inconsciamente) a visioni estremistiche della società .
No, mi dispiace ma continuo ad essere della stessa opinione.
Quei ragazzi hanno infierito così bestialmente perchè hanno nel loro DNA il virus dell’ideologia violenta del nazi-fascismo.
Si, certo hanno ucciso per un motivo futile scatenante (il rifiuto di una sigaretta): ma proprio questa futilità , questa terribile aggressività è legata non a caso alla loro visione POLITICA della società e dei rapporti tra le persone.
Per cui, loro generalmente picchiano il “diverso” (nero, ebreo, comunista, zingaro, ecc. ecc.), ma con la stessa logica picchiano anche chi, in quel momento, si è qualificato “diverso” ai loro occhi non “rispettandoli” e cioè rifiutando una sigaretta.
Sembra una questione di lana caprina, invece, è sostanza: il dato psicologico si alimenta del substrato politico. Si usa la violenza anche in un caso che altrimenti avrebbe semplicemente provocato una battuta o un’alzata di spalle, perchè si ha la violenza come pratica di vita.
E per i nazi-fascisti, la violenza è teoria e pratica esistenziale oltre che metodo di lotta politica.
Ecco perchè l’omicidio di Verona, pur nella sua apparente mancanza di nesso di causalità con un diretto movente politico, è un omicidio politico.
Frisbee, sono d’accordissimo con te che quei ragazzi hanno nel DNA un virus omicida…in più avevano già dei precedenti e la loro devozione, già riscontrata dalle forze dell’ordine per il nazismo, non è un caso.
Però, alla fine hanno ucciso uno qualunque, senza sapere neanche cosa pensasse sul loro movimento, sul nazismo, sul comunismo e su quant’altro. Era un italiano. Per questo io non lo reputo un ‘lampante’ omicidio politico.
Le ultime notizie di cronaca sono: un ragazzo brucia i capelli ad un coetaneo e si filma.
Due ragazzini violentano una loro coetanea.
E allora ti chiedo: cosa non funziona nella nostra società ? Cosa spinge l’uomo a compiere tali violenze e a non aver alcun rispetto per il prossimo?
…però attenzione, uno dei centri sociali non si sognerebbe mai di ammazzare uno per una sigaretta. La differenza è questa, ed è sostanziale. Per questo condivido quanto scrive Frisbee.
Ok Francesco (anche se nella vita non si sa mai), però non si può neanche parlare di ‘lampante’ omicidio politico.
Domanda piuttosto impegnativa la tua.
Premesso che quanto ho scritto precedentemente in merito all’omicidio di Verona lo hai sottovalutato restando della tua opinione, ti dico che la nostra è una società che si alimenta di falsi miti e che cova una violenza di fondo, latente, nei rapporti sociali e tra le persone.
Questa violenza serpeggiante e sorda, ogni tanto viene fuori con gesti eclatanti.
Negli anni settanta ci si picchiava e ci si uccideva per motivi di odio politico e ideologico, oggi i giovani si uccidono tra di loro (Garlasco, Perugia, ecc.) o si fanno violenza tra essi per altri motivi, rispetto a quelli di un tempo: per il sesso, il denaro, la noia, l’incapacità di comunicare e di trovare una sintonia tra personalità diverse.
La violenza di cui è intrisa la nostra società è legata all’avere e all’apparire e al conformismo. Tutto ciò che è diverso e viene a turbare un ordine apparente (solo apparente) deve essere punito o sottomesso. I deboli poi sono le vittime sacrificali di questa logica.
E’ così che le ragazzine vengono violentate, il ragazzo timido viene oltraggiato, deriso, vilipeso. E’ così che, complice un’ideologia folle come quella nazi-fascista (scelta proprio perchè pretende di mettere ordine e in riga i diversi), basta una sigaretta negata a scatenare la violenza cieca e assassina.
La nostra società è malata. E molti germi vengono da lontano. Poichè credo nei cicli storici e nel ritorno, sia pure sotto altre forme, di esperienze del passato, il fascismo, il nazismo, lo stalinismo non sono mai morti: vivono in uno stato latente, ogni tanto riesplodono con moti episodici e sono sempre pronti a riprendere nuova forma e nuove sembianze se le condizioni politiche, economiche, sociali lo consentono.
Ecco perchè non bisogna mai abbassare la guardia. Ecco perchè Fini non ha o non ha voluto capire.
L’unico antidoto alla violenza è il dialogo, sempre, comunque e con chiunque.
L’unica forma di umanizzazione della società è puntare sull’essere e lasciare in second’ordine l’avere. L’unico modo di dare un futuro umano alla società è praticare la solidarietà verso i più deboli, è coltivare la speranza.
Questo è dimostrare di avere un senso sociale della politica. Bravo Frisbee. Mai banalizzare nulla, mai circoscrivere le violenze. Sono persino contrario al termine “bullismo” perchè il vezzeggiativo “bullo” suona quasi simpatico. Qui si tratta di violenze vere e proprie che hanno una motivazione ben profonda. Una società fondata sul denaro e sull’apparenza provocano mostri sul nascere.
“L’unica forma di umanizzazione della società è puntare sull’essere e lasciare in second’ordine l’avere. L’unico modo di dare un futuro umano alla società è praticare la solidarietà verso i più deboli, è coltivare la speranza”.
Perfetto Frisbbe. Quindi cosa si dovrebbe fare? Di chi sono le colpe?
Di chi sono le colpe?
Non è facile rispondere. Senz’altro di chi ha determinato progressivamente nella società un vuoto di valori o una scala credibile di valori.
A cominciare dalla famiglia, passando per la scuola e per le altre formazioni sociali come i partiti.
Cosa fare?
Mettere al primo posto la formazione dei giovani alla vita e ai valori fondamentali (la dignità e l’uguaglianza tra persone, il rispetto reciproco, la difesa dei più deboli, la solidarietà , l’essere e non l’avere) e la creazione di una nuova classe dirigente che abbia come punti di riferimento l’onestà , la competenza, la diffusione della cultura e dell’etica del lavoro.
Quindi, una “rivoluzione” gentile ma profonda e duratura che costruisca una società più equilibrata e matura con meno beni materiali superflui e più attenzione ai valori spirituali, culturali, morali e intellettuali.
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