Scuola, School, Ecole, Escuela, 学校, Sekolah, مدرسة

ottobre 17, 2008 - 6:14 pm 23 Comments

Lo scontro sulla riforma della scuola del Ministro Gelmini al centro del dibattito politico di questi giorni assieme alla crisi finanziaria. L’ultimo tema caldo dato dall’approvazione alla Camera di una mozione della maggioranza che istituisce le “classi per stranieri”, cos come riportato dalla maggiorparte dei quotidiani nazionali.
In realt la mozione non istituisce nessuna classe-ghetto per rinchiudere i figli degli immigrati ma, a mio avviso, risponde a due diritti sacrosanti: integrare davvero i bambini stranieri nelle classi elementari e consentire al corpo docente di sviluppare il programma annuale senza ritardi e/o rallentamenti. Capita frequentemente infatti che nelle classi vengano inseriti durante il corso dell’anno bimbi stranieri che non sanno una parola d’italiano, la classe si blocca perch evidente che non solo linsegnamento ma anche lordine e la condivisione dei basilari principi di educazione sono resi impossibili dal fatto che buona parte dei bambini non in grado di capire la lingua.
Quelle istituite dalla mozione sono allora semplici norme relative allaccesso degli studenti stranieri alla scuola dellobbligo tra le quali:
- un test che valuti se il grado di conoscenza della lingua italiana sufficiente a rendere il bambino straniero in grado di apprendere.
- allestire classi di inserimento, dove insegnare litaliano ai bimbi stranieri che non lo sanno ancora assieme agli insegnamenti utili alleducazione alla legalit e alla cittadinanza.
- non consentire ingressi nelle classi ordinarie oltre il 31 dicembre di ciascun anno, per un razionale ed agevole inserimento degli studenti stranieri nelle nostre scuole.
- prevedere una distribuzione degli studenti stranieri proporzionata al numero complessivo degli alunni per classe, per favorirne la piena integrazione e scongiurare il rischio della formazione di classi di soli alunni stranieri.
A me personalmente sembrano regole di buon senso, mascherate e occultate dalle solite accuse di razzismo e di segregazione dei bimbi stranieri da parte di chi preferisce continuare col suo falso moralismo a perseguire un’ illusoria integrazione.

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23 Responses to “Scuola, School, Ecole, Escuela, 学校, Sekolah, مدرسة”

  1. mancio Says:

    io nn credo sia proprio così…. però ognuno ha le sue opinioni….

  2. Franko Says:

    Giuseppe, ti faccio un esempio. Basato su una famiglia un po’ particolare.
    Il giovane Luca è italiano, di madre straniera ed ispanoparlante e di padre italiano; entrambi i genitori convinti che sia opportuno, avendone la opportunità (e la fortuna), di crescerlo con ambedue gli idiomi.
    Capita, così, che il giovane Luca a differenza di praticamente tutti gli altri bambini della sua età, abbia difficoltà a parlare in italiano, pur capendolo benissimo (ma, a differenza di praticamente tutti gli altri bambini, capisce benissimo anche lo spagnolo, ndb).
    Perchè, dunque, al giovane Luca dovrebbe essere riservata una classe di italiani? Lui non parla bene l’italiano:perchè dovrebbe aver titolo a “rallentare” il “regolare” svolgimento della classe ed il suo cammino didattico? perchè è italiano?
    L’italiano mal parlato è concesso ai bambini italiani, ma non a quelli straneri?
    A scuola si va “imparati”? Ma se i bambini conoscono le materie, perchè dovrebbero andare a scuola?
    Che maestri/professori hai avuto tu? Di quelli che seguono i bravi e si disinteressano dei meno bravi?
    SE qualcuno è asino in matematica, che fa il docente? lo lascia indietro con la sottrazione perchè gli altri alunni hanno già capito la moltiplicazione? Che ragionamento è quello del “rallentamento” del programma?
    Tornando all’italiano ed alla famiglia un poco particolare (ma, se a qualcuno sfugge, tipologia sempre più presente nella società multietnica, multirazziale, multiecc. ecc), se il giovane Luca, a parità di educazione, invece di essere nato in Italia fosse incidentalmente nato, chessò?, in Colombia quindi cittadino colombiano e non italiano, e sempre dai medesimi genitori, quindi destinato alle identiche difficoltà di italiano, lo dovrebbero mettere in classe separata?
    Insomma: la classe separata a chi è italiano ma indietro no; a chi è straniero ma indietro si?
    Coe la chiami tu questa? integrazione o discriminazione su una base etnica?
    Non è più semplice pensare che se un ragazzino di otto anni arriva in Italia, si iscrive alla prima elementare invece che alla terza, visto che il suo cammino inizia da lì? invece di inventarsi storie del tipo: classi di integrazioni et similia?

  3. Frisbee Says:

    Temo che sotto questi provvedimenti si nasconda un neanche tanto velato intento razzista.

    Stamattina ascoltavo alla radio una trasmissione sulla questione: il corrispondente Rai dalla Germania ha spiegato che lì esistono queste classi differenziali e a farne le spese … sono innanzitutto i bambini di famiglie italiane… che rimangono tagliati di fatto fuori dall’avanzamento scolastico e dalla piena integrazione.

    Tant’è vero che la comunità italiana in Germania contesta da sempre questa formula scolastica.

    Peraltro, un pedagogo ha spiegato molto bene che è proprio nei primi anni di scuola che un bambino impara un’altra lingua e lo fa soprattutto stando a contatto con gli altri bambini che parlano quella lingua.

    Ancora una volta dimentichiamo che siamo stati una nazione di emigranti. Vale sempre la massima: non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te.

  4. Giuseppe Says:

    E se arriva a 17? lo facciamo partire dall’asilo?Scusami Franko ma credo che qui ci sia un grosso equivoco di fondo: qui nessuno rimarrà ghettizzato nella classe per bimbi arabi ma seguirà un percorso di apprendimento per un determinato periodo di tempo utile al fine di migliorare la sua conoscenza dell’italiano…nessun ghetto e nessuna discriimazione…ed un freno agli inserimenti in classe degli stranieri durante l’anno.
    Per il resto sai meglio di me che si comunica con la lingua e non con le tabelline…

  5. Posturanismo Says:

    No Giusè perdonami ma qui c’è una totale assenza di pedagogia. Facciamo le classi per gli stranieri, per gli immigrati, per i geni e per gli asini così non rallentiamo il programma scolastico?

    Un buon insegnante è colui che sa portare avanti un programma nonostante le diversità intellettive dei bambini, e, a parte questo inciso, è proprio nei primi anni di asilo e di scuola che si impara la socializzazione e si apprende dal resto della classe le regole del linguaggio e della lingua parlata (perchè al di là dell’insegnante, un bambino straniero ha più possibilità di imparare l’italiano con un bambino italiano anzichè con uno della sua terra che di italiano ne quanto lui).

    E se da piccolo devo sentirmi ghettizzato in una classe apposita (così come si separano i ceppi batterici), da grande questo senso di esclusione e di differenziazione chi me lo spiegherà giustificandolo al fine di preservare il programma scolastico?

    A qualsiasi corso, che sia scolastico, che sia di danza, un ottimo insegnante deve sempre aspettare che chi impara più lentamente raggiunga chi ha capito prima di lui. Correre non serve a nessuno. Finora la scuola italiana ha partorito genii anche senza queste misure, a mio parere, ridicole.

  6. colonnagiuseppe Says:

    secondo me si continua a commettere un errore di fondo: qui non vengono istituzionalzzate nessune classi per stranieri me quelle in mozione sono solo e semplici “norme relative all’accesso degli studenti stranieri alla scuola dell’obbligo…” in cui per un BREVE periodo di tempo i bimbi stranieri che non spiaccicano una parola d’italiano migliorino la loro comprensione della lingua del paese che gli ospita. Qui nessuno sta parlando di maggiore o minore intelligenza, nè tantomeno di classi riservate ad ignorantelli stranieri.
    Aggiungo che le stesse norme oltre che in Germania sono applicate da decenni in Francia e Gran Bretagna…altri due paesi “razzist”i i quali, tra l’altro, hanno da sempre due indirizzi completamente diversi in tema di integrazione…

  7. Franko Says:

    Giuseppe, hol’impressione che si sottovaluti una cosa. La scuola non è solo imparare scienza, storia e regole grammaticali, ma anche e forse soprattutto: integrazione sociale.
    Se i ragazzi che si inseriscono in un nuovo tessuto sociale, perchè i genitori stranieri immigrano in Italia, stanno in casa con la propria culrura e lingua, come fanno ad inserirsi nel tessuto sociale nuovo (quello italiano) se anche a scuola ne vengono se non esclusi, certamente tenuti al margine?
    Capisco che questa vuole essere la società del merito, ma qui si esagera …

  8. Arianna Says:

    Vorrei dire la mia su questa mozione. Indipendentemente dai fini che ci possano essere dietro la Lega, io ho lavorato al nord in una classe in cui c’era un bambino indiano, vi posso assicurare che diventa molto molto difficile seguirlo, è quasi impossibile. Voi immaginate che a Milano sono talvolta più della metà stranieri; comunque anche se il bambino straniero rimane in una classe con italiani rimane sempre sempre indietro, a questo punto tanto vale che per un anno ci siano queste classe differenziate o cosa improbabile inseriscano mastre di sostegno, ma visto lo sterminio di Caporal MAria stella mi sembra impossibile.

  9. Frisbee Says:

    Grazie per aver tenuto presente il mio punto di vista…. e soprattutto il mio aver riferito che in Germania la comunità italiana non accetta e condanna le classi differenziali per gli stranieri che penalizzano “a vita” i bambini italiani….

  10. Tony Says:

    …ovviamente io sono perfettamente d’accordo con Giuseppe, arianna ha fatto presente che è difficilissimo seguire i bambini stranieri però una brava maestra impegnandosi può con fatica per lo meno provarci e a volte riuscirci,se partiamo dall’assunto che in Italia non tutte le classi (con stranieri) hanno la fortuna di avere brave maestre ecco che parte la vera discriminazione per bimbi stranieri e genitori abbandonati al loro destino e a soldi da dare a maestre private per rendere loro figlio NORMALE ad altri,una donna di Mola ha scritto una lettera al ministro xringraziarla nonostante il suo unico figlio(14anni) abbia superato da anni e con fatica lo SPERO vecchio sistema “all’ arrangiatevi” presente fino ad oggi in italia.

  11. Posturanismo Says:

    continuo ad essere d’accordo con Franko: la scuola è la seconda istituzione, dopo la famiglia, ad educare i bambini alla socializzazione, al rispetto delle regole, alla responsabilità verso lo studio. Non è soltanto il luogo dell’apprensione delle scienze. E’, e deve continuare ad esserlo, il luogo dove il bambino inizia a socializzare, collaborare con gli altri bambini ed applicare quelle “strategie della socializzazione” di cui parlano tutti i libri di psicologia dei gruppi.

    Tenete presente, e a questo mi rivolgo nello specifico a Tony, che la scuola non deve essere un “corso di formazione aziendale”. Qui stiamo parlando di ragazzini e bambini che hanno bisogno anche di “altro” oltre alla semplice apprensione delle materie.

  12. Posturanismo Says:

    PS: e sono d’accordo anche con frisbee. Ho diversi amici italiani che hanno vissuto in Germania per tanti anni e mi hanno sempre detto che in germania si lavora, ma nei confronti degli italiani sono molto razzisti. Quindi, io personalmente non lo prenderei come modello di riferimento. Certo, è difficile seguire un bambino indiano ma con un pò di pazienza e spirito d’insegnamento (continuo a pensare che l’insegnamento debba essere una VOCAZIONE e non un palliativo) si potrà aiutarlo ad andare al passo con gli altri bambini.

  13. Tony Says:

    ..e comunque nella proposta si parla di 2 mesi e non di più, 2 mesi che possono alleviare anni di sofferenza e collocare lo STUDENTE della futura classe dirigenziale allo scalino giusto per non partire in difficoltà, ovviamente poi dovrà studiare e impegnarsi. Io vorrei mantenere i 3 maestri però x 3 validi motivi bisogna evitare di protestare e manifestare inutilmente. 1.la scuola ora ha un budjet che serve SOLO per pagare maestri e personale- 2.da 18anni abbiamo 3 maestri e i nostri bambini sono arrivati alle scuole medie molto più ignoranti non solo di tutta europa ma anche rispetto ai propri genitori o fratelli più grandi- 3.i maestri hanno stipendi da fame e alcune volte sono preparati solo su una materia(quella della Laurea) mentre ai nostri bambini dovrebbero insegnare bene tutto e hanno tutto il diritto di percepire uno stipendio dignitoso e non quasi vicino a quello del Mitico “bidello” che in questi anni è aumentato di numero nei corridoi a scapito del personale di segreteria e dei maestri di attività extrascolastica(teatro,cinema,fotografia,disegno,sport,ecc…), vogliamo tutelare i giovani insegnanti? Informiamoli che sono troppi e devono indirizzarsi verso qualcosa di diverso perchè la favola del posto pubblico purtroppo è finita o per lo meno è più difficile perchè i soldi per la scuola da anni non ci sono più… Ovviamente questa è la mia opinione ed è anche la linea del ministro che con coraggio sta portando avanti un provvedimento impopolare ma giusto.

  14. Frisbee Says:

    L’Italia è ormai una nazione razzista. In fondo lo è sempre stata: al Nord nei confronti dei meridionali si è praticato (e si pratica ancora) per decenni il razzismo.

    Non avevamo il flusso migratorio dei Paesi nord-europei: ecco perchè fino a qualche tempo fa il fenomeno era piuttosto sopito. Ma ricordiamoci che quando siamo andati in Africa abbiamo fatto strage di libici, di eritrei, di somali, di etiopi: e abbiamo pure utilizzato i gas asfissianti.

    Altro che italiani brava gente….

  15. Tony Says:

    giuseppe io sono perennemente connesso però posso utilizzare il computer solo per lavoro,per partecipare alle discussioni sui vari blog utilizzo il cellulare però solo da te alcuni caratteri non vengono letti…comunque sto vedendo di risolvere però quando puoi dai un occhiata anche tu alle impostazioni della tua piattaforma o dammi qualche suggerimento…grazie! Per nico: la scuola deve essere un esempio di formazione morale quindi deve rispettare regole contemplate da tutti e i bambini non devono essere abbandonati alla moralità e disponibilità dei maestri,proprio perchè stiamo parlando di bambini e ragazzini dobbiamo chiarire che a scuola le maestre comandano ed è molto più evidente sottolineare le lacune o la moralità di UN SOLO maestro che attaccare aspetti di1 o 2 su 3,il maestro unico che è l’unico che la scuola italiana può pagare deve RESPONSABILIZZARSI incredibilmente e deve svolgere con molto più impegno il suo compito, i nostri bambini hanno bisogno di questo, i maestri hanno bisogno di guadagnare il doppio e molte scuole devono essere ristrutturate e innovate. Poi ognuno può pensarla come vuole però secondo me è a questo che bisogna ambire.

  16. colonnagiuseppe Says:

    Tony non preoccuparti, vai tranquillo…almeno su questo blog non si creerà nesuna sez. speciale per capire i tuoi interventi :-) (p.s. il problema è dato dagli accenti)
    Saluto Arianna e le dò il benvenuto su questo spazio.
    Agli altri energumeni della Molablogsfera: forse qui da noi il fenomeno è meno diffuso, anzi, lo è sicuramente, ma al Nord le classi sono pieni di stranieri che si ghettizzano e vengono ghettizzati dai loro amcihetti solo perchè “diversi” e perchè “non parlano come noi” (ragionamenti frequenti per bimbi di 6-7 anni).
    Allora dov’è il problema? Assisterli per 2 mesi e mezzo (non per sempre!) nei loro primi giorni di scuola italiana per integrarli con gli altri alunni è segno di razzismo?
    Secondo me, con rispeto parlando, non avete compreso in fondo il significato della mozione.
    Sull’Italia paese razzista non sono d’accordo: a volte si fa prima a sparare nel mucchio.
    Allora anche la Germania è razzista, e l’Inghilterra? Non ne parliamo. Gli USA? Meglio tacere..e la Francia e le sue banlieu?Non facciamo prima a dire che viviamo in una società razzista anzichè in un Paese razzista?

    A Frisbee: i gas a volte non bastano, a sto punto chiediamo qualche consiglio ai tedeschi visto che sono tutti nazisti, d aqualche parte ho sentito parlare di forni…

  17. Frisbee Says:

    Infatti, hai detto bene: tutte le nazioni occidentali sono pervase di razzismo.

    Gli stati nord-europei lo sono da un tempo più lungo del nostro perchè hanno conosciuto prima di noi i fenomeni migratori. Noi razzisti lo siamo stati senz’altro a partire dall’epoca della colonizzazione seguita dalle leggi razziali del fascismo (ricordi, vero?).

    Poi ci siamo fatti vittime e pecore perchè i nostri emigranti il razzismo lo hanno dovuto subire duramente in giro per il mondo e i meridionali anche nel nord Italia.

    Ora, siamo tornati ad essere prepotentemente razzisti: ma se un tempo il fenomeno era circoscritto perchè di stranieri in Italia praticamente non ce ne erano, oggi il razzismo degli italiani si è conclamato a livello di massa oltre che politico e ideologico.

    Prendersela poi con dei bambini delle scuole elementari per ghettizzarli (fosse anche per pochi mesi) e farne così dei cittadini di serie B è vergognoso.

  18. Franko Says:

    Io non sono così pessimista sul fatto che l’Italia sia un paese razzista. Una cosa è dire che c’è razzismo, un’altra cosa è dire che l’Italia è razzista.
    Pensiamo a uanti matrimoni “misti” ci sono in Italia, quanti italiani/e sposano straniere/i. E alle adozioni, crescenti, di bambini provenienti da paesi in via di sviluppo; gli affidi delle famiglie che ospitano, sia pur solo un mese all’anno, i “figli di Chernobyl”, ecc. sono fenomeni crescenti: come si conciliano questi comportamenti e scelte di vita con l’idea di un paese razzista?
    Cosa muove allora queste scelte che a qualcuno fanno parlare di razzismo? Secondo me l’egoismo.
    Una società troppo arrivista, in cui l’obiettivo primario è il raggiungimento del successo, una eccessiva competitività, lo sforzo teso a superare l’altro, arrivare primi. Primi a tutti i costi.
    Fermarsi un attimo perchè qualcuno è rimasto indietro e così decidere di aiutarlo, non è più di questa società aziendale.
    Ci sono da fare cento cose nel programma scolastico? Il bimbo straniero ci “ritarda” E cosa sarà mai se ne completiamo 98 invece di 100? E invece no!
    Obiettivi, obiettivi, obiettivi.
    E la solidarietà? Pagare una badante per accudire i nostri genitori anziani perchè noi abbiamo da essere competitivi e raggiungere l’ennesimo obiettivo.
    Altro che governo-azienda. Sdesso deve essere azienda anche la casa, anche la famiglia, anche la scuola.
    Ci “ritardi”? Sei fuori.
    Non mi piace questa mentalità.
    “Per non parlare della sportività” (citazione)
    Si, la sportività? Perchè è bello applaudire Brienza che, solo davanti al portiere, si ferma perchè si accorge che un suo avversario è a terra infortunato. Sì, bello. basta non essere tifosi della Reggina … In questo caso, la solidarietà può attendere.
    Per i più “religiosi”, mi viene in mente la parabola del figliol prodigo. Ma qualcuno potrebbe darmi del blasfemo.

  19. annì Says:

    non sono d’accordo con la mozione e i perché si sprecano. Uno a caso: per aiutare l’integrazione, la prima regola -a mio avviso- è capire che non si deve perfezionare nessuno. Siamo tutti diversi e meno male. C’è il bambino turco che fa fatica a imparare il passato remoto? Lo ripetiamo domani, dopodomani, e domani l’altro ancora. Per il nobel c’è tempo.
    Se un bambino italiano sa che nell’altra classe ci sono bambini stranieri che stanno facendo un corso accelerato per diventare come lui ed essere ammesso nella sua stessa classe, ditemi: non si sentirà legittimato, sin da piccolo, a credere di essere anche solo un po’ migliore di loro? Se hanno addirittura fatto un corso per somigliargli, certo che sono inferiori.

    Un altro perché a caso: una classe mista, è mista sia quando c’è una percentuale di bambini di colore, sia quando c’è la stessa percentuale costituita, però, da figli di gente non abbiente, ad esempio, perché spesso ad una scarsa disponibilità economica corrisponde anche una scarsa abitudine alla cultura. E non venitemi a dire che non c’è differenza tra un bimbo che sente la mamma e il papà parlare un italiano quasi scritto, tant’è perfetto, e chi invece ha il papà che si esprime spesso in dialetto e la mamma che zoppica. Anche lì, non trovate che ci sia chi deve recuperare? E chi siamo noi, per dire che un figlio di emigrato sappia parlare peggio del figlio di contadino (mio padre è contadino, ndb)?

    lasciamo che ognuno abbia gli strumenti per crescere, e che siano uguali per tutti. Il merito ognuno lo costruirà col tempo: allo start, però, nessuna differenza. Io voglio che sia così.

  20. Franko Says:

    della serie: non importa che tu non “conosca” l’italiano. L’importante è che tu “sia” italiano.
    Come funzionano, in un caso come questo, le Pari Opportunità?

  21. Posturanismo Says:

    Franko, lasciamo perdere…. :D

  22. mancio Says:

    lasciamo che ognuno abbia gli strumenti per crescere, e che siano uguali per tutti. Il merito ognuno lo costruirà col tempo: allo start, però, nessuna differenza. Io voglio che sia così.

    nn me ne vogliano gli altri, ma credo che questa frase di annì, valga più di mille parole(e lo dice uno che normalmente viene accusato di fare papiri interminabili)

  23. nicolabel Says:

    L’idea è giusta ma incompleta: il provvedimento omette di prevedere la creazione di classi divise per censo.

    In questa maniera i figli delle famiglie benestanti non verrebbero rallentati nei loro processi di apprendimento, potendo contare su viaggi di istruzione ad hoc, che permettano loro magari di approfondire le scienze andando a fare diving nel mar Rosso. Gli studenti poveri, invece, potrebbero contribuire a sostenere economicamente le loro famiglie usando le due ore settimanali di educazione fisica per pulire la scuola.

    Speriamo in un emendamento parlamentare.

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