Ancora sulla scuola e l’Università…
La scuola stata scelta come terreno di lotta dalla sinistra (ormai extraparlamentare) per riconquistare visibilit e soprattutto consenso agli occhi dell’opinione pubblica. Scelta legittima ma personalmente quantomeno opinabile dato che ascoltando e vedendo le manifestazioni di protesta dei giovani studenti (supportati da facinorosi dei centri sociali) gli slogan e le rivendicazioni sono sempre quelle di quarant’anni fa. E’ proprio su questo punto che la protesta perde consistenza: in questi anni abbiamo assistito puntualmente a barricate sui progetti di riforma dell’istruzione, anche nei confronti di ministri di governi di centro-sinistra: come dimenticare le lacrime di Luigi Berlinguer dopo settimane di linciaggi mediatici e non sul suo conto?
Non sanno i ragazzi che comportandosi in questo modo diventano i pi fidi alleati dei baroni delle nostre scuole ed Universit? Basta leggere qualche dato sugli sperperi dell’Universit italiana (corsi di laurea per 15 studenti e professori figli di pap messi qua e l in sedi distaccate improbabili) per rendersene conto. Inoltre diventano i migliori alleati di quei Rettori poco virtuosi che dovrebbero essere al contrario fortemente penalizzati: quello che sta accadendo ad esempio in Francia dove Sarkozy ha proposto un disegno di legge che premia le Universit pi virtuose aumentando i trasferimenti di denaro pubblico nei loro confronti.
Ci accontentiamo invece della mediocrit e dello status -quo dietro i soliti slogan di attacco alla scuola pubblica e di fascismo al governo dimenticando che i neo-fascisti sono al loro fianco in piazza…
Urgono allora urgentemente proposte serie ed applicabili da parte dei manifestanti per dare all’Italia finalmente un’istruzione efficiente e competitiva, perch solo con i NO non si va da nessuna parte








ottobre 24th, 2008 at 10:16
“Iervolino ciass brutt, vaffancul a chi te murt…Iervolino ciass bell, assomiglie a sta cappell”.
Questo fu uno dei cori della manifestazione a cui partecipai per manifestare contro la Rosa Russo Jervolino.
Allora, come oggi, gli studenti, quando venivano intervistati, dicevano: “No alla scuola privata, no ai tagli”.
Frasi fatte? Penso che il 90% degli studenti, allora come oggi, non sappia assolutamente niente di ciò di cui stia parlando.
Penso, però, che manifestare è legittimo (dicono bene a riguardo sia la Meloni sia il presidente nazionale di azione universitaria), l’importante è che avvenga senza disordini e che venga permesso agli studenti che non intendono manifestare di compiere il loro dovere (non sempre avviene).
Per quanto riguarda le accuse di fascismo dici bene, infatti anche i ragazzi di Forza Nuova stanno partecipando attivamente alle occupazioni.
Ma ormai siami giunti al livello che chi mangia la mortadella (Prodi) è un fascista , chi fa sport è un fascista (questo lo si diceva fino a qualche decennio fa), chi porta i Ray-Ban è un fascista (questo non lo si dice più), chi non è conforme al pensiero di sinistra è un fascista. Ossia in Italia il 70% delle persone sono fascisti.
ottobre 24th, 2008 at 10:29
In realtà la protesta non coinvolge solo i simpatizzanti della sinistra extraparlamentare. E, soprattutto, se pure raccoglie l’adesione dei “facinorosi dei centri sociali” è una protesta pacifica: gli unici scontri, infatti, sono quelli di tre giorni fa a Milano, nell’occasione in cui vi furono cariche della polizia. Non una vetrina, del resto, mi risulta spaccata, e non vedo neppure scritte sui muri.
Contesto poi il fatto che si richiami la protesta del ’68. In quella circostanza, come è noto, lo scontro era sul piano generazionale e passava attraverso la contestazione, da parte degli studenti, dell’autorità dei professori (e, altrove, dei genitori) ritenuti responsabili di sclerotizzare il sapere accademico. In questa occasione, invece, non vi è uno solo dei manifestanti che contesta i programmi: si assiste invece ad un’inedita comunanza di vedute tra studenti, docenti e famiglie, in quanto – a differenza di allora – si ritiene che sia in discussione l’esistenza di un contesto scolastico garantito.
E’ cosa diversa dalle proteste relative alla riforma Berlinguer, una riforma che condividevo nelle intenzioni ma che alla luce dei fatti si è rivelata sbagliata sotto diversi aspetti. Ha infatti favorito la proliferazione dei corsi di laurea, che – con l’obiettivo di accaparrarsi gli studenti – è degenerata con le modalità di ripartizione dei finanziamenti stabilite sotto l’egida della Moratti (a proposito: ègida, non egìda…).
(continua)
ottobre 24th, 2008 at 10:45
(continua)
Chi lavora nell’università con un atteggiamento responsabile (e ti assicuro che sono la maggioranza) è consapevole che sono necessarie delle riforme che ne accrescano l’efficienza amministrativa, l’efficacia didattica e la produttività scientifica. E’ un problema che riguarda l’Italia come altri Paesi: hai citato la Francia, dove Sarkozy sta riformando il sistema della ricerca.
Una riforma basata sulla valorizzazione degli esempi virtuosi e su un’iniezione considerevole di risorse. Sono sue le dichiarazioni del 4 ottobre: per risalire la china della crisi economica, «è necessario accrescere il finanziamento all’università per migliorare lo stipendio dei docenti, rinnovare le sedi, promuovere la ricerca, aiutare gli studenti in difficoltà. Propongo pertanto – continua Sarkozy – che lo sforzo della nazione in favore dell’università aumenti del 50% di qui al 2012».
In Italia, le risorse destinate alla ricerca sono un terzo di quanto stabilito in sede comunitaria dall’Agenda di Lisbona, e ciò nonostante il metodo stabilito dalla Gelmini per risolvere i problemi della formazione, dell’università e della ricerca è quello di operare tagli indiscriminati, senza alcuna valutazione dell’efficienza delle singole situazioni o agli effetti che questi hanno sull’economia e la competitività del Paese.
Come ha detto Bersani: ci troviamo di fronte ad un genitore che si accorge della malattia del figlio, ma anziché comprargli le medicine pretende di curarlo con le bastonate.
O, forse, coi manganelli.
ottobre 24th, 2008 at 10:47
(la seconda parte è in moderazione perché ha due link: giuseppe, la sblocchi per favore?)
ottobre 24th, 2008 at 11:32
ecco perchè occorrerebbe sedersi attorno ad un tavolo per discutere della vera riforma (si dibatte invece di un decreto che si occupa in una norma delle Università..)
proprio per questo occorrerebbro meno slogan e più idee.
P.S. Nicò..ho ascoltato certi slogan che sembravano usciti dalla Delorian volante…ma io non ho mai detto che i motivi delle proteste di oggi siano gli stesi del’68, anzi, questo è un altro segnale della “confusione” dei manifestanti
ottobre 24th, 2008 at 12:22
Appunto: dialogo, ascolto, confronto.
Non decreti legge convertiti in legge il 6 agosto senza discussione parlamentare.
ottobre 25th, 2008 at 14:57
Scienze dell’allevamento, igiene e benessere del Cane e del Gatto * ??? * medicina veterinaria – BARI/VALENZANO.
novembre 10th, 2008 at 14:05
Frequento il corso di Scienza dell’allevamento, dell’igiene e del benessere del cane e del gatto a Bari.
Mi chiedo: davvero pensate che a questo corso ci insegnino a lavare i cani o a coccolarli? Ma state fuori? Imbecilli, prima di dire cose che non sapete venite a vedere cosa studiamo, leggetevi almeno il piano di studi, giusto per capire che cosa è in realtà il nostro corso.
E’ come fare “scienze infermieristiche”, ma rivolto agli animali d’affezione.
La figura professionale che esce da quel corso è quella di assistente veterinario, ma voi non ci siete arrivati perchè siete completamente rincretiniti dalle vostre manie di grandezza. Prima di giudicare, di criticare e di sparlare a proposito venite a informarvi su cosa studiamo realmente.
Gaetano.
novembre 10th, 2008 at 14:30
E’ lecito pensare che il corso che frequenti sia assolutamente inutile?
Fiero di essere imbecille
novembre 10th, 2008 at 14:40
Gaetano, che vuoi fare?
Per restare in tema veterinario, uno dei cavalli di battaglia dei filogovernativi nei dibattiti televisivi è stato un (modesto) finanziamento per lo studio dell’asino del monte Amiata. E tra coloro che facevano ironia c’era anche chi pochi anni fa aveva elogiato la specificità della vacca chianina, perché risultava immune alla mucca pazza…
senza togliere nulla alla rilevanza dei contenuti, resta il fatto che al tuo corso di laurea (che presumo fosse prima un indirizzo del corso di laurea in veterinaria) effettivamente avrebbero potuto dare anche un nome un po’ più sobrio, non ti pare?