Yes we can’t
La Sardegna e’ diventata la Waterloo di Walter Veltroni, dimessosi da segretario del Partito Democratico a seguito della pesante sconfitta ricevuta nelle elezioni regionali.
A differenza di Napoleone Bonaparte (che qualche successo in Europa lo ha avuto) quella di Veltroni e’ stata una Via Crucis continua.
Lascia oggi un giovane partito dilaniato dalle correnti interne e da meccanismi di funzionamento al limite della demagogia.
Le primarie, ad esempio, possono costituire un elemento di democraticità estrema se utilizzate in maniera corretta: in alcune zone d’Italia le primarie si sono trasformate invece in vere e proprie guerre di campanile tra diverse fazioni.
Inoltre il rinnovamento della classe dirigente rimane sulla carta se poi, ai posti di comando, rimangono sempre gli stessi.
Il PD si prepara quindi a voltar pagina con un nuovo congresso ed un nuovo segretario.
Che sia la prima mossa vincente del partito?








febbraio 18th, 2009 at 09:46
Bersani sponsorizzato da D’Alema.
Parafrasando Adriano De Zan, potremmo dire: “Un uomo nuovo al comando!”
… forse …
febbraio 19th, 2009 at 13:11
Le primarie statunitense sono vere, quella tra Boccia e Vendola è stata vera, le altre (vittoria di Prodi e Veltroni) sono state delle prese per il culo uniche.
Ora rifaranno le primarie se troveranno un accordo su un nuovo segretario, faranno un acceso congresso se ci saranno validi sfidanti.